Terminati gli studi, lo scrittore Sandro Capodiferro, si dedica al lavoro prima presso una nota multinazionale americana e successivamente per una grande azienda francese. Oggi è impiegato presso un’azienda di telecomunicazioni dove, attraverso i numerosi rapporti con persone delle più diverse estrazioni sia sociali che di genere, ha sviluppato un forte interesse per le particolarità umane considerate da lui l’unica e sostanziale ricchezza sulla quale investire tempo, energie e cuore. Ha pubblicato il suo primo romanzo e i successivi due con la Edizioni Libreria Croce di Roma. Il suo ultimo romanzo Malbianco è stato pubblicato da Linee Infinite Edizioni. Collabora attivamente con numerosi siti letterari come redattore tra i quali Art-Litteram e fa parte dell’Associazione Culturale Clemente Riva di Ostia

 

 

“Guardando un quadro non so se alle volte siano più le immagini oppure una suggestione che trova spazio sulla tela dell’artista a far nascere in me una sensazione, e quale delle due evocazioni sia la più vera, la più necessaria. Credo piuttosto che l’incontro tra la materia di una creazione artistica e i nostri occhi sia come l’impatto morbido di una dolce risacca su una spiaggia, e che i colori colpiscano la mente, rinnovando nei nostri pensieri dolci ricordi o dolorosi trascorsi. Nelle opere all’interno del libro trovate tutto questo. La femminilità espressa da Nicole aué nei colori della loro più intima coscienza, la materializzazione esasperata delle sensazioni nei fregi cromatici di Christian Riminucci, la delicata rappresentazione dell’Io instabile e controverso di Pietro Olivieri e la tavolozza intercontinentale delle sue sabbie. Ho voluto dare spazio a questi tre magnifici artisti, dei quali di seguito trovate la biografia, affinché durante la lettura si possano rendere visibili un pensiero, un’ispirazione e il silenzio composto dell’urlo di un’anima, l’unica vittima, spesso, delle nostre rassicuranti consuetudini”. Tratto dai ringraziamenti sul romanzo “Fiori di agave sulla collina delle fate

 

 

“Fare il Credit manager è un lavoro a tempo pieno, però il fatto che sia totalmente distante dall’ambito culturale è un bene. Secondo me, per scrivere un romanzo su un’ambientazione psicologica uno scrittore deve lasciarsi coinvolgere, un apporto che potrebbe risultare difficile dare se si fa un lavoro già emotivamente impegnativo. Sono convinto che il coinvolgimento emotivo, l’equità e l’astenersi dai giudizi siano le doti indispensabili per scrivere”. Tratto da intervista su Il Talento